Data di pubblicazione : 06 Feb 2024

Artisti sul piede di guerra contro IA generativa

Categoria Argomento: Intelligenza Artificiale

AUTORE: Andrea Patrucchi

Artisti sul piede di guerra contro IA generativa

L’ascesa di Midjourney e di altri generatori di immagini ha lasciato gli artisti in bilico tra l’opportunità e la minaccia esistenziale rappresentata dall’IA. Dopo che è emersa una lista di 16.000 nomi di artisti, inclusi Damien Hirst, Tracey Emin e altri, i cui lavori sarebbero stati utilizzati da Midjourney per addestrare la sua AI, il mondo dell’arte ha lanciato un appello contro i tecnologi.

Gli artisti britannici hanno contattato avvocati statunitensi per discutere la possibilità di un’azione legale collettiva contro Midjourney e altre società di IA, mentre altri potrebbero intraprendere azioni legali nel Regno Unito.

La lista di nomi, di 24 pagine, è stata presentata come prova in un’azione legale portata avanti da 10 artisti americani in California contro Midjourney, Stability AI, Runway AI e DeviantArt. I termini per la risposta delle società di tecnologia scadono l’8 febbraio.

Secondo Matthew Butterick, uno degli avvocati che rappresentano gli artisti, ci sono state manifestazioni di interesse da parte di artisti di tutto il mondo, compreso il Regno Unito.

La denuncia afferma che i prodotti di immagini AI sono principalmente utilizzati come dispositivi di “laundering” del copyright, promettendo ai clienti i benefici dell’arte senza i costi degli artisti.

L’IA dovrebbe generare l’immagine nella tua mente se riesci a descriverla, ma questa promessa è limitata dal fatto che qualcun altro potrebbe aver già creato parte dell’immagine che hai immaginato. Gli artisti hanno scoperto che Midjourney genera immagini molto simili ai loro lavori originali, che considerano copie.

Un sondaggio condotto la scorsa settimana dalla Design and Artists Copyright Society (DACS) su 1000 artisti e agenti ha rilevato che l’89% desiderava che il governo tutelasse la loro parte dei £ 108 miliardi delle industrie creative del Regno Unito regolamentando l’IA generativa.

Il 22% aveva scoperto che il proprio lavoro era stato utilizzato per addestrare l’IA. DACS sta spingendo per una forma di licenza, simile ai diritti d’autore che Spotify paga ai musicisti.

Getty Images ha già avviato una causa contro Stability AI, sostenendo che il copyright delle sue fotografie sia stato violato. Nel frattempo, i ricercatori dell’Università di Chicago hanno creato uno strumento per gli artisti che caricano immagini su Internet che è destinato ad avvelenare il database dell’IA.

Molti artisti hanno reagito con indignazione, ma l’opposizione all’IA non è universale tra gli artisti, alcuni cercano di fondare un movimento artistico basato sull’IA. Gli artisti potrebbero far pagare alle società di IA un prezzo elevato per la “creatività” del loro software.

In conclusione, l’uso di opere d’arte per addestrare l’IA ha sollevato una serie di questioni legali e etiche nel mondo dell’arte. Mentre alcuni artisti vedono l’IA come una minaccia, altri cercano di sfruttarne il potenziale creativo. Resta da vedere come evolverà la relazione tra artisti e tecnologia nel futuro dell’arte.

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